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    August 31

    DOPO ROMA-JUVE...

    Seconda sconfitta in campionato intervallata da una vittoria, assai inutile nei contenuti, in Europa League.
    Degna cornice di pubblico e Curva in grande spolvero, con battimani e cori secchi soprattutto ad incitare la squadra, sia dopo lo 0 a 1, sia dopo l'1 a 2.
    Dopo l'1 a 3 a risultato ormai segnato, scatta inesorabile la contestazione a Società e Squadra: con la prima si invita a togliere il disturbo, con la seconda a tirare fuori gli attributi.
    Striscione unico al centro della curva a testimoniare un'unità di intenti ritrovata tra tutti i gruppi (e la prestazione canora ne risente positivamente) e striscioni di "bentornato" a chi potrà nuovamente seguire le proprie passioni.
     

    GABRIELE SANDRI...

    Durante Chievo-Lazio un episodio poco piacevole è avvenuto nel settore ospiti del Bentegodi. Le telecamere di Sky hanno inquadrato più volte il settore biancoceleste, lasciato vuoto dopo pochi minuti dai circa 600 presenti. I gruppi organizzati della Curva Nord laziale al seguito della squadra espongono da sempre i propri vessilli e i propri striscioni, ma manca uno, quello più significativo: quello recante la faccia di Gabriele Sandri. Le forze dell’ordine avrebbero impedito ai supporters biancocelesti di esporlo. I tifosi laziali quindi, una volta appresa la notizia di tale veto, pare abbiano deciso all’unisono di togliere ogni tipo di bandiera e stendardo e di abbandonare la curva a loro riservata.
     
    Impedire il ricordo di un giovane ucciso dallo Stato è degno di una nazione come la nostra, è il simbolo di un potere che si vergogna delle proprie azioni censurando tutto ciò che possa portare la gente a ricordare ed a riflettere...Sembra di essere tornati al ventennio...
    GIUSTIZIA PER GABRIELE, ALDRO, CARLO E PER TUTTI I RAGAZZI UCCISI NEGLI STADI E NELLE STRADE...

    ROMA-JUVENTUS

    On-line gli scatti della partita di ieri…

    August 30

    COMO...

    Articolo tratto da CalcioPress.net...
     
    Primi segnali di insofferenza contro il calcio dei divieti che, in Lega Pro, sta producendo effetti davvero paradassoli.

     

    Nella seconda giornata di campionato della Prima Divisione, guidata dal presidente Mario Macalli, ben cinque gare si disputeranno con la chiusura dei settori ospiti e altre due saranno disputate in campo neutro. Ciò significa che quasi la metà del torneo sarò giocato in situazione di emergenza.

     

    Un obbrobrio che sta cominciando a generare diffusi segnali di insofferenza.

     

    Il primo gesto clamoroso arriva da Como. Come noto il derby con il Varese è tra le gare interdette domani ai tifosi ospiti, con chiusura del settore dedicato. Ebbene, i tifosi lariani hanno deciso di attuare un gesto clamoroso, per portare all’attenzione dei media la gravità della situazione che si sta determinando  gesto di protesta. Gli ultrà non entreranno allo stadio. La protesta è diretta, più in generale, contro l'introduzione della tessera del tifoso.

     

    Il fatto curioso è che ai tifosi si è unito un compagno inatteso, il presidente del Como Antonio Di Bari. "Me ne starò fuori dallo stadio anch'io - conferma il presidente -. Perchè la gente ha ragione, quello che sta succedendo è un'assurdità. Non ritengo giusto che tanta gente debba essere penalizzata dai divieti. Se ci sono dei teppisti, puniamoli. Ma perchè tante persone normali che aspettano la domenica per andare allo stadio devono poi vedersi togliere questo piacere?".

     

    Analoga protesta a Terni, dove è in programma Ternana-Taranto ed è stata vietata la trasferta ai tifosi jonici. Anche qui gli ultras rossoverdi osserveranno 15' di silenzio al Liberati in segno di solidarietà verso i tifosi rossoblù e di protesta verso una situazione che si sta facendo davvero insostenibile.

    LORENZO DE SILVESTRI...

    Quando l'Amicizia è un bene prezioso...
     
    Anche nel suo primo giorno da giocatore della Fiorentina, Lorenzo De Silvestri, sollecitato sull'argomento, ha voluto ricordare l'amico Gabriele Sandri, morto l'11 novembre 2007 nell'area di servizio di Badia al Pino (Arezzo). "Gabriele per me è stato come un fratello ed è bello vedere tutti i tifosi che lo fanno sentire ancora una parte di noi - dice il giovane ex difensore della Lazio-. Ora però vorrei chiuderla qui; quando è accaduto il fatto mi sono sentito un po' strumentalizzato per questa mia amicizia con Sandri, mi chiamavano dappertutto, mi sentivo un robot. L'ultima sentenza è una piccola vergogna: la famiglia chiede giustizia e io con loro".
    August 28

    EUROPA LEAGUE...

    Dalle urne del sorteggio in corso a Montecarlo, la nostra Roma è stata estratta per finire nel GIRONE E. I nostri avversari gli svizzeri del Basilea, gli inglesi del Fulham(Londra) e i bulgari del CSKA Sofia.
     
    Basilea: Raggiungibile via aereo tramite la compagnia Easyjet direttamente da Roma Fiumicino.
    Stadio: ST JAKOB-PARK
    Capacità: 42500
    Come raggiungere lo stadio:
    - In Treno: Lo stadio St Jakob-Park è dotato di una stazione dei treni interna collegata direttamente con la stazione centrale di Basilea
    - In Autobus: Prendere l'autobus #37 dalla stazione centrale di Basilea oppure l'autobus #36 dalla stazione Badischer Bahnhof. Entambi portano direttamente allo stadio.
    - In Tram: Per arrivare via tram prendere il numero #14 ( linea arancione ) dal centro della città.
     
    Fulham: Infinite soluzione via aereo sono proposte sia da Roma che da Pisa tramite Ryanair, EasyJet, AirBerlin e Flyniki.

    Stadio: lo stadio è situato in South Africa Road ed ha una capacità di circa 19.000 posti.                                                                                                                Come raggiungere lo stadio:                                                                                                                                                                                                  - In Autobus:  il 283 a BloemFontein Road, il 72, 95, 220 a White City Station                                                                                                                               - In Metropolitana: White City o Shepherds Bush (Hammersmith & City Line). L'ultima stazione è la più vicina allo stadio che dista circa 10 minuti a piedi dall'uscita della metro.

    Sofia: Raggiungibile via aereo tramite la WizzAir da Roma Fiumicino.                                                                                                                   Stadio: Balgarska Armia     Indirizzo: 1504 Sofia, Stadion Balgarska Armia, bul. Dragan Tsankov 3                                                                                           Sito Web: www.cska.bg

     

    IL CALCIO DEI DIVIETI...

    Articolo tratto da CalcioPress.net a firma Sergio Mutolo...
     
    Se qualcuno nutriva ancora dubbi sul ghetto mediatico al quale da anni è condannata la Lega Pro (ex serie C) guidata dal presidente Mario Macalli, è ampiamente servito. In un silenzio assordante e nel disinteresse generale si sta infatti delineando, nella Prima Divisione di Lega Pro e già alla seconda giornata di campionato, una situazione che ha dell’assurdo. Cerchiamo di riassumerla.

     

    Cinque partite saranno giocate senza la presenza delle tifoserie ospiti per la chiusura dei settori dedicati, altre due verranno disputate su campi neutri. Senza contare che, nella prima giornata, ad un’altra gara è toccata la stessa sorte.

    Ciò significa, in buona sostanza, che quasi la metà delle partite di un campionato che è pur sempre il terzo torneo professionistico italiano sarà giocata in uno stato di emergenza. Per quali ragioni?

     

    La causa non è ricondicibile unicamente al Casms e agli organismi preposti alla tutela dell’ordine pubblico, che continuano a fare come sempre il loro lavoro e a chiudere i settori ospiti bloccando di fatto la circolazione dei tifosi.

    Il motivo di questo sconquasso risiede, piuttosto, nella Determinazione numero 17 del 7 aprile 2009, emanata dall’Osservatorio delle Manifestazioni Sportive per definire la messa a norma degli impianti sportivi delle società iscritte alla Prima e Seconda Divisione della Lega Pro.

     

    Il succo del provvedimento (leggetelo qui nella sua interezza, ndr) è che per gli impianti con capienza inferiore a 7.500 posti della Lega Pro è necessario prevedere dall’inizio della stagione calcistica 2009/2010: a) biglietti nominativi; b) sistemi strutturali per la separazione delle tifoserie; c) istallazione di adeguati sistemi di video sorveglianza; d) impiego da parte della Società sportiva di un numero di steward ritenuto idoneo.

     

    Resta un mistero glorioso come si sia soltanto potuto ipotizzare che potesse andare rapidamente in porto un provvedimento di così difficile (e costosa) realizzazione - per di più reso noto praticamente a ridosso della nuova stagione agonistica e dunque con tempi di realizzazione strettissimi - in un campionato come quello di terza e quarta serie (ex C1 e C2) nel quale molti dei 90 (novanta!) club iscritti di professionistico hanno davvero poco. Senza tener conto della proverbiale lunghezza italica degli iter burocratici. Gli impianti, infatti, sono di proprietà dei comuni. Che hanno bilanci alla canna del gas. Come e più di quelli dei malmessi club di Lega Pro.

     

    Ciò è tanto vero che il Ministero dell'Interno, date le ovvie difficoltà che le società hanno incontrato per attuare i criteri della determinazione, ha concesso una deroga in cui si stabilisce che il termine fissato per l'ultimazione delle opere viene prorogato al 30 settembre 2009. Quello che succederà dopo è nelle mani di Dio. I tempi restano comunque strettissimi, le casse dei comuni sono vuote e quelle delle società di Lega Pro lo sono ancora di più.

     

    Quale logica detti certe strategie non è per niente chiaro e qualcuno ce la dovrebbe spiegare. Resta da domandarsi perché si sia dato il via al torneo in una tale situazione di precarietà. Senza contare che l’inizio dei campionati è stato anticipato  al 23 agosto, per la concomitanza dei Mondiali.

     

    Nessuno, stranamente, protesta. Non gli organi di informazioni, distratti dalle vicende gossippare della serie A e disinteressate perfino alla negletta cadetteria. Non la Lega Pro di Firenze, che pure ha indubbie prerogative di carattere organizzativo in materia. Non i pochi opinionisti che si occupano a tempo pieno della terza serie nazionale. E, ciò che più conta, neppure le società. Che tutto sopportano, senza nemmeno provare a bloccare per un po' di tempo un giocattolo che si sta ormai rompendo e dare alla questione la risonanza nazionale che meriterebbe. Eppure tra le 36 iscritte in Prima Divisione ce ne sono molte di grande blasone e che investono nei loro progetti milioni di euro. Come pensano di tirarsi fuori da quello che i loro tifosi chiamano un “inferno” senza mai muovere un dito?

     

    Il fatto è che questo obbrobrio continuiamo a chiamarlo calcio.

    SORTEGGI...

    Dopo la vittoria roboante ma non significativa di ieri, oggi, venerdì 28 agosto, alle ore 13, al Grimaldi Forum di Montecarlo, si effettueranno i sorteggi della fase a gironi dell'Europa League 2009/2010. Conosceremo quindi gli avversari che andremo ad affrontare nella fase a gironi, che comprenderà le 37 squadre uscite dai tre turni preliminari e dai successivi spareggi più le dieci squadre sconfitte nello spareggio di Champions League, nonché i detentori della Coppa Uefa. I sedicesimi dell'Europa League saranno composti dalle prime due classificate dei 12 gironi, più le otto squadre terze classificate nei gironi di Champions. Le 16 squadre vincitrici accederanno agli ottavi di finale, e a seguire quarti e semifinali. La finale si giocherà ad Amburgo, in Germania, il 12 maggio 2010.
     

    ROMA-KOSICE…

    On-line gli scatti della partita di ieri sera di Europa League…

    TIVOLI...

    Dal quotidiano Nuova Guidonia a firma M.Lucci...
     
    La protesta degli Ultras Tiburtini, in questa calda estate, non è solo rivolta alla fallimentare e indecorosa gestione politico-societaria della Tivoli 1919; ma sembra indirizzata a tutti i cittadini Tiburtini.

    Questa mattina, nella più totale incredulità del direttore e degli impiegati, gli uffici postali della cittadina di Tivoli si sono ritrovati con una mole esorbitante di lettere in busta chiusa, affrancate regolarmente, da consegnare ai destinatari.

    Il mittente? Longe et Prope MMII, uno dei gruppi più attivi al seguito della Tivoli 1919, i destinatari ? circa 15000 cittadini Tiburtini.

    "Questa forma di protesta-informativa , è rivolta a tutti i cittadini che ancora oggi non hanno la più pallida idea di cosa vorrebbe dire sponsorizzare e accettare a giochi fatti l'obbligo della Tessera del Tifoso per accedere agli impianti sportivi di calcio. Abbiamo creduto opportuno inviare ad ogni cittadino un informativa all'interno della
    busta, da poter leggere e valutare, per capire cosa sia la Tessera del Tifoso e per quale motivo ci stiamo battendo con migliaia di cittadini, prima che ultras, per evitare che questa forma di selezione-socio/raziale, diventi tremendamente reale".

    Questa la spiegazione di uno dei responsabili della tifoseria Tiburtina, che anche in questa stagione si ritroverà a seguire la propria squadra del cuore fuori dallo stadio "O.Galli" a causa delle ormai irrisolvibili situazioni societarie che in questi ultimi anni hanno leso la moralità di tutti i cittadini e gli sportivi Tiburtini.
    August 27

    RIFONDAZIONE...

    Rifondazione comunista dell'Umbria si dice fermamente contraria alla tessera del tifoso voluta dal ministro leghista Maroni, che, il capogruppo di Palazzo Cesaroni, Stefano Vinti, definisce un ''maldestro e ipocrita tentativo di vendere la storia della tessera del tifoso come l'ennesimo atto per la sicurezza dei cittadini''. ''Il ministro - afferma Vinti - afferma anzi che chi e' contro la tessera e' contro la sicurezza, una strategia demagogica e populista a cui ormai il governo Berlusconi ci ha abituato e che cozza anche con l'opinione di autorevoli figure del mondo dello sport italiano''. ''La tessera del tifoso - secondo Vinti - e' in realta' uno strumento che ghettizza, che incide sulla liberta' di tante e tanti appassionati sportivi che con la violenza non hanno nulla a che spartire e che oggi il ministro Maroni, coerentemente con la linea del suo partito, vorrebbe semplicemente schedare. Nella testa del ministro i tifosi sprovvisti di tessera non potrebbero nemmeno seguire la propria squadra in trasferta: una limitazione della liberta' intollerabile che a nostro modo di vedere non risolverebbe il problema mentre acuirebbe le tensioni nelle tifoserie a vantaggio dei facinorosi, che debbono essere isolati ma con un dialogo piu' serrato tra curve, societa' sportive ed istituzioni''. ''Infine - conclude Vinti - consideriamo fortemente sbagliato introdurre un meccanismo di premialita' per le societa' sportive sulla base dell'adozione della tessera. Per questo chiediamo da subito che la Regione Umbria, di concerto con le associazioni sportive regionali, censuri con fermezza l'iniziativa del ministro e ponga in essere tutti gli atti idonei ad impedire che questo strumento liberticida venga adottato''.

    TESSERA DEL TIFOSO...

    Articolo tratto da CalcioPress.net a firma Sergio Mutolo...
     
    La Tessera del tifoso è nata sotto una cattiva stella. Il Ministro degli Interni, Roberto Maroni, la vuole introdurre a tutti i costi e renderla obbligatoria a partire dal gennaio 2010. Pena il divieto permanente delle trasferte su tutto il territorio italiano.

     

    Il fatto è che il documento è duramente contestato dalle tifoserie organizzate di tutta Italia, e non solo. Se è vero, come è vero, che la gran parte della stampa si è schierata contro il provvedimento (ultimo a scendere in campo il giornalista di Repubblica Gianni Mura).

     

    Il Ministro si spende molto per difendere la sua idea, che ritiene vincente.

     

    Anche ieri, a Cortina Incontra, è stato strenuo nel definire il documento una sorta di telepass che non viola la privacy degli utenti. Il fatto è, vorremmo dire al Ministro, che uno il telepass per circolare in autostrada se lo acquista liberamente. Mentre, per entrare negli stadi, lo si vuole imporre in modo coatto. Non è esattamente la stessa cosa, al di là di tutte le critiche che possano essere messe in campo.

     

    L’ultima bega per Maroni ce la rende nota un dispaccio Ansa.

     

    “La Tessera del Tifoso è una nostra idea”. Con questa premessa la società “Carta del Tifoso srl”, con sede a Roma, ha fatto presente in una nota che opererà “ogni azione legale contro l'illecito utilizzo dei marchi Carta del tifoso e Tessera del tifoso”. Nella stessa nota si sostiene che è già in corso un'azione legale contro l'Inter.

     

    I contorni della vicenda sono quelli della tipiche storie all’italiana, in cui proprio non si riesce a trovare il bandolo di una matassa che finisce per ingarbugliarsi sempre di più. La cosa più semplice, visto che i campionati incalzano e il tempo stringe, sarebbe quella di lasciar perdere. Altre sono le emergenze per un sistema calcio avviato verso la deriva tecnica e finanziaria, oltre che per il sistema Italia afflitto da urgenze ben più complesse da risolvere.

     

    Ma chi glielo va a dire al Ministro Maroni?

    August 26

    UDINESE-PARMA...

    Dal sito BoysParma1977.it...
     

    Non hanno ancora i poteri che gli conferirebbe la Tessera del Tifoso, ma già ti mettono i piedi in testa come gli pare e piace. Le chiamano forze dell'ordine. Ma al di la del nome, della storia e della divisa, c'è una realtà ben poco gloriosa, ben poco popolare, sociale e patriottica.
    Arriviamo ad Udine, ansiosi d'assistere alla prima del Parma, felici d'essere tornati in A, desiderosi di cantare per il nostro Parma. Ma poi arrivano loro. Ordine e giustizia li hanno lasciati a casa, c'è voglia di mostrare i muscoli, di farti capire chi comanda. "Via le cinture" è l'ordine sprezzante dell'agente. «La cintura potrei anche togliermela, ma non potete trattarci così. Umiliandoci come se fossimo delle bestie», gli risponde un nostro ragazzo. Ma loro non sentono ragioni. Ti rispondono che devono fare rispettare la legge. Quando gli fai presente che non c'è nessuna legge che vieti ad un uomo di sorreggere i pantaloni con la cintura, loro rispondono che non importa «Devi fare quello che diciamo noi». Qualcuno non ci sta, non è abituato a questo clima da dittatura militare sudamericana (o sud europea?) e decide di rimanere fuori.
    Le nostre bandiere e i nostri stendardi entrano tutti. Non ci fanno storie ma ci dicono una cosa che non comprendiamo: «Potete far entrare tutto, non siamo ancora a regime.» Cosa significa? C'è un "regime" per le bandiere? Sicuramente sì.
    Un nostro ragazzo aspetta un suo amico dagli ingressi. Un poliziotto lo richiama e lo redarguisce, intimandogli di entrare subito. Il ragazzo gli spiega pacatamente la situazione ma la persecuzione è immediata: «Vieni qui e mostraci i documenti che ti diamo subito un Daspo». E solo un agente semplice, ma con gli ultras può permettersi di fare il ducetto. Dopotutto chi li tutela i tifosi?
    Alcuni tifosi del Parma, di fuori provincia, vengono spediti insieme ai tifosi dell'Udinese. Chiediamo agli agenti di lasciarli venire con noi, per evitare inutili tensioni, ma loro rispondono picche. Li invitiamo ad avere buonsenso e loro rifiutano. «Non possiamo avere buonsenso, dobbiamo far rispettare la legge, giusta o sbagliata che sia». La ragione, evidentemente, l'hanno lasciata nello spogliatoio, dal momento che hanno indossato l'uniforme.
    Finita la partita i pullman partono. Quando tocca al nostro uscire dallo stadio lo bloccano improvvisamente e chiudono i cancelli. Subito dopo arrivano poliziotti e carabinieri. Temendo il peggio allertiamo i ragazzi con le telecamere, affinché possa rimanere una prova degli eventuali abusi. Ma i paladini della videosorveglianza se ne accorgono e non gradiscono. «Spegnete tutto, è un'operazione di polizia», gridano gli uomini con la divisa. Le prove video vanno bene, ma a senso unico. Forse funzionava così anche in Argentina e in Cile. Chiediamo spiegazioni ma non ce le danno. Potrebbero anche ammazzarci e chissenefrega. Dopotutto siamo ultras, una giustificazione la troverebbero. Mica sei un politico corrotto o un mafioso. Un loro collega ha ammazzato Sandri e l'ha fatta franca, nonostante i testimoni. Ripensiamo alla Diaz e ad Aldrovandi. Colpirne uno per educarne cento. Succederà anche a noi? Ci mettono in fila, e ci riprendono uno a uno. E' come in un lager: loro gli aguzzini, tu la vittima. Alla fine ti lasciano andare. Che bello, siamo ancora vivi. Per ora.

    LIPPI...

    "Non mi piace la tessera del tifoso. Mi sa di schedatura". La Tessera del tifoso voluta dal ministro dell'Interno Roberto Maroni non piace al ct della nazionale Marcello Lippi, che boccia così la novità in arrivo: "La tessera del tifoso in trasferta - dice il tecnico azzurro, intervistato da Klaus Davi durante il programma tv web 'KlausCondicio' in onda su YouTube - non mi piace. E' una cosa che ghettizza. Anche se sono il ct della Nazionale, dico sinceramente che, a caldo, questo strumento non mi convince".

    "A sentire l'espressione 'scheda del tifoso' - conclude Lippi -, mi viene da pensare ai supporter che il sabato sera sono a cena e hanno in mente di andare a vedere la partita il giorno dopo a Milano o a Torino, ma poi non possono farlo perchè non hanno la tessera. Diciamo che qualsiasi forma di schedatura non mi piace, tanto meno quella che riguarda i tifosi". 
    August 25

    GENOVA...

    In occasione dell'assemblea generale di Lega calcio in programma oggi, una decina di sostenitori della Sampdoria si è radunata davanti agli uffici di via Rosellini, a Milano, per inscenare con volantini e striscioni una protesta contro la tessera del tifoso. 'Rispettate la Costituzionè, 'No alla Carta del tifoso, no all'art.9', recitano due striscioni appesi sul palazzo di fronte a quello della Lega dai tifosi del gruppo Ultras Tito Cucchiaroni Sampdoria, che nel loro volantino chiedono la sospensione della misura voluta dal ministro degli Interni, Roberto Maroni, per contrastare la violenza negli stadi.

    In particolare i tifosi contestano l'articolo 9 del decreto, in base al quale la tessera è preclusa a chi negli ultimi cinque anni ha riportato una condanna anche non definitiva per reati da stadio e temporaneamente preclusa a chi è sottoposto a Daspo (divieto di assistere a manifestazioni sportive). «Questo è incostituzionale, è un'ennesima schedatura a pagamento», protestano i tifosi in modo del tutto pacifico, attendendo l'arrivo dei presidenti all'ingresso della Lega assieme a giornalisti e operatori tv. Il gruppo di tifosi propone, fra l'altro, «un tetto massimo di 10 euro per i biglietti 'popolarì, meno polizia negli stadi, più preparata e con un codice identificativo sul casco, libertà di esposizione di striscioni e bandiere purchè non offensivi».

    August 24

    KOSICE-ROMA…

    Ecco le foto della trasferta in terra slovacca scattate dalla Tribuna Centrale…

    GROSSETO-ROMA…

    Con un po’ di ritardo dovuto alle tanto sospirate vacanze, le foto dell’amichevole a Grosseto…

    SI RICOMINCIA...

    Anche quest'anno il carrozzone è ripartito: cominciamo subito male con questa sconfitta a Genova e non giungono segnali migliori neanche dall'Europa League, dove permettiamo al modesto Kosice di recuperare in pochi minuti il distacco di 2 gol.
    Ora l'appuntamento è per Giovedi 27 almeno per passare il turno e qualificarci per la fase a gironi dell'Europa League.
    Sul fronte societario nessuna novità, al timone rimane sempre la gestione Sensi dopo che per tutta l'estate in molti hanno sognato un cambio di poltrone, in realtà mai avvenuto.
    E' partito Aquilani direzione Liverpool lasciando scontente molte persone, ma non il sottoscritto, che sul piano umano ha avuto il piacere di conoscerlo senza rimaner affatto impressionato (come invece mi sarei aspettato) da uno che dice di essere "INNAMORATO" come noi di questi colori.
    Problemi maggiori all'orizzonte invece stanno arrivando con il nuovo strumento repressivo detto Tessera del Tifoso di cui da tempo stiamo discutendo: speriamo che il movimento riuscirà a sopravvivere anche a questa ulteriore manovra per bloccarci. A tal proposito vorrei precisare che il raduno in programma il 5 Settembre è solamente un incontro a cui parteciperanno anche avvocati e nulla più; non è assolutamente una manifestazione nazionale come erroneamente indicato da tutti gli organi di stampa.
     
    Buon inizio a tutti sempre al seguito dei nostri colori...
     
    DIFFIDATI CON NOI!

    TESSERA DEL TIFOSO...

    Il ministro Maroni ha scelto la vigilia di ferragosto per firmare la direttiva che, di fatto, costringe i tifosi a scegliere “liberamente” la sottoscrizione della tessera del tifoso.

    Il movimento ultras italiano, nel frattempo, si era già dato appuntamento per il 5 settembre a Roma per contestare questo provvedimento ritenuto liberticida. Alla luce della sopra citata direttiva lo scenario è cambiato e presumibilmente i “contestatori” dovranno aggiustare il tiro. Uno dei punti più controversi, relativo al rilascio della tessera ai tifosi sottoposti in passato a Daspo, sembra essere risolto. Leggiamo infatti questa notizia Ansa :

    Il rilascio della tessera del tifoso e’ precluso per chi negli ultimi 5 anni ha avuto una condanna anche non definitiva per reati da stadio. Per coloro che sono stati invece oggetto di provvedimento di Daspo, il rilascio e’ temporaneamente interdetto per il periodo corrispondente alla durata del Daspo stesso. Lo precisa l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive riunitosi oggi coi rappresentanti di Coni, Figc, Lega professionisti, Lega Pro, Dilettanti e della sicurezza.

    Finalmente si sono resi conto che una volta scontata la diffida, non è giusto negare ad un ex diffidato la tessera per altri cinque anni! Ma quanto stabilito nel punto 6 della direttiva ha dell’inverosimile:

    a decorrere dal 1 gennaio 2010 le società potranno vendere o cedere a qualsiasi titolo i tagliandi riservati ai settori ospiti esclusivamente ai possessori della “tessera del tifoso”, i quali saranno esenti dalle “prescrizioni per gli spettatori” eventualmente indicate dal Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive ed adottate dalle Autorità Provinciali di P.S. competenti. In tal caso, nei settori dello stadio diversi da quelli riservati agli ospiti, salvo specifiche prescrizioni delle Autorità di P.S., sarà consentito l’accesso con l’utilizzo di titoli diversi dalla “tessera del tifoso”, previa esibizione agli steward di un valido documento di identità.

    Tradotto: se non hai la tessera ti devi mischiare ai tifosi avversari!

    Pazzesco! E’ cosi che si garantisce la sicurezza?

    Molto probabilmente a non avere la tessera saranno proprio quei tifosi occasionali che nulla hanno a che fare coi gruppi organizzati e magari anche meno “esperti”.

    La tessera del tifoso non solo è uno strumento inefficace per la prevenzione della violenza: è addirittura pericolosa.

    Oltre alla sua inadeguatezza pratica, la tessera resta uno strumento di schedatura collettiva e fanno riflettere le parole del presidente del Palermo Zamparini:

    “Tutte le iniziative che vanno contro la libertà personale sono da sistema poliziesco: schedare un milione di persone per punire cento facinorosi”.

    “Io sono un uomo libero e mi rifiuto di andare in uno stadio di una città diversa dalla mia con una tessera senza la quale non posso entrare. Questo è un problema che riguarda la libertà personale in Italia, se è vero che questo sistema ce l’abbiamo solo noi. Tutto ciò è paradossale, mi fa vergognare di essere italiano, tutto per colpa di una classe politica di incompetenti
    “In uno stato civile  sa colpire ugualmente i violenti senza per questo limitare la libertà degli altri.”

    Ma se la tessera è uno strumento inadeguato e perfino liberticida, perchè la si vuole imporre a tutti i costi? Chi trarrà vantaggio dal fatto che saranno messe in  circolazione migliaia di carte di credito Visa?

    A conferma degli interessi economici che muovono questa enorme operazione commerciale, la notizia che Telecom Italia fornirà supporto tecnologico  alle novanta società di Lega Pro!

    DA LEGGERE E DIFFONDERE...

    Interessante articolo a firma Gianni Mura apparso sulla Repubblica...
     
    Occuparsi di sport, di calcio in particolare, ha i suoi lati positivi. Per esempio, potrei rivolgermi al ministro Maroni a proposito della sua direttiva sulle trasferte dei tifosi ignorando altre e più drammatiche trasferte sul Canale di Sicilia. Potrei ma non posso. Solo due considerazioni. E´ ben strano l´atteggiamento di molti leghisti. Si propongono come i più accaniti difensori dei valori dell´Occidente cristiano e appena qualche vescovo o qualche prete dice qualcosa che non gli torna lo mandano brutalmente a scopare il mare (è un modo dire milanese, va inteso come ramazzare l'oceano e, in greco, farebbe parte degli adùnata). Poi (prima regola: negare comunque, o almeno mettere in dubbio) è piuttosto atroce il loro far di conto. I 5 vivi dicono che erano in 73, morti recuperati 14 (vado a memoria). E fanno 19, dove sono gli altri 54? Come se il mare fosse un bancomat, una cassetta di sicurezza, ancora un po´ e gli si chiede la ricevuta. Ma si sa che i conti devono tornare (a casa loro anche loro, così imparano).
    Ma qui si parla di calcio, di altre trasferte. Mi ha stupito il favore con cui le decisioni di Maroni sono state accolte, a parte il mondo degli ultrà (già avvelenato dalla sentenza-Spaccarotella) e Zamparini, che al solito è andato giù piatto parlando di fascismo e Maroni ovviamente ha avuto buon gioco nel rispondergli di leggere qualche libro. Secondo me anche a Maroni non farebbe male leggere qualche libro, non fosse che poi bisognerebbe trovare chi gli spiega quello che ha letto (vedi ´94, decreto Biondi) e si farebbe tardi. In parole povere, per andare allo stadio in trasferta dall´inizio del 2010 sarà indispensabile la "carta del tifoso". Indispensabile in Italia, perché all´estero non sanno cosa sia e già questo potrebbe far sorgere qualche dubbio. Non ci aveva pensato nemmeno la Thatcher, tanto per dire.

    Il ministro, e gli si può credere, ha sbandierato dati interessanti sulla violenza in calo: meno feriti tra i tifosi, tra le forze dell´ordine, meno incidenti. Ma è normale, visti i limiti che già ci sono alle trasferte. Vietandole del tutto, le cifre calerebbero ancora, ma questo paradosso evoca Tacito ("hanno fatto un deserto e l´hanno chiamato pace") e non va bene. Ancora, al ministro (e a chi l´ha preceduto) va riconosciuta l´attenuante di società calcistiche piuttosto inerti (poche le eccezioni) davanti al problema del tifo violento, oppure poco collaborative, spesso propense a scaricare tutto sulle spalle dello Stato. A volte mi succede di sognare un messaggio congiunto alla Nazione (Maroni-Galliani) il cui succo è: statevene a casa, abbonatevi alla pay-tv che vi pare e amen.

    Starsene a casa può essere una scelta o un obbligo. Qualche caso spicciolo.
    A: sono un turista cinese ( o messicano) in visita a Roma. Posso acquistare un biglietto per il derby?
    No.
    B: sono un sardo residente a Milano. Posso acquistare un biglietto per Juve-Cagliari?
    No, molto spesso la vendita è riservata a chi vive nella provincia in cui si gioca.
    C: sono un onesto padre di famiglia, parlo il milanese meglio di Bossi e di suo figlio, io di figli ne ho due, posso portarli al derby?
    No, perché spesso non si può acquistare più di un biglietto a persona.
    E poi continuano a dire che bisogna riportare le famiglie allo stadio. Ecco, nei tre casi mi sembra di vedere una limitazione alla libertà individuale. Detto in altri termini, e per puro comodo, immaginiamo di dividere i tifosi in bravi e cattivi. I cattivi identificati, in teoria, sono già soggetti a Daspo, quindi schedati e controllati. Ma che bisogno c´è di schedare quelli bravi? Questo è il punto. Mentre i bagarini continuano a fare buoni affari e se ne fanno un baffo del biglietto individuale, mentre i non cattivi, fino a prova contraria, ma un po´ agitati si muovono comunque, poi si vedrà, vorrei che qualcuno mi spiegasse perché un cittadino incensurato, senza precedenti specifici, non è libero di muoversi nel suo paese e di andare allo stadio pagando un biglietto e basta, come si fa nel resto del mondo. Se poi delinque, ci pensi la polizia.

    Trattare i bravi da cattivi, tanto sappiamo che sono bravi, non è fascismo, è piuttosto una gestione abbastanza ottusa del potere. Si seppellisce così, senza un fiore, la domenica della brava gente che i coltelli li usa solo in trattoria, prima o dopo la partita. Si colpiscono i diritti di una stragrande maggioranza per limitare gli eventuali danni di un´esigua minoranza.
    Se questo è normale, ditelo voi. A me non pare.
    Se la libertà di movimento passa per una schedatura (questo è, né più né meno), a me pare condizionamento di libertà. C´è per caso un costituzionalista che ha qualcosa da dire?